Tempo di attesa

Tempo di attesa

Con le nuove disposizioni che prolungano fino a dopo Pasqua il divieto di riunioni e assembramenti, per proteggerci giustamente dal contagio del COVID 19, la nostra stagione teatrale può dirsi definitivamente sospesa. Anche gli spettacoli domenicali previsti per il mese di Aprile (“Facciamo la differenza” del 5 aprile e “L’allocco non è mica stupido” del 19 aprile) non verranno rappresentati.

Ma non sarà la fine della stagione dedicata ai 30 anni del Teatro Erbamil!

Siamo già al lavoro per recuperare in autunno gli spettacoli di marzo ed aprile, dalla fine di ottobre a dicembre, in modo che il programma previsto possa comunque essere svolto all’interno del 2020, rimanendo nell’anno del trentennale, prima di voltare pagina e programmare la 31° stagione.

Già, perché siamo sicuri che il teatro tornerà a svolgere la sua irrinunciabile funzione culturale, anche nel mondo che dovremo ricostruire nel dopo-coronavirus. Un mondo che ci auguriamo meno egoista, più solidale ed attento all’armonia con gli equilibri naturali.

Nel frattempo, non ci resta che aspettare.

E visto che facciamo teatro, ci viene spontaneo associare questa attesa, questo tempo sospeso senza ancora certezze, al finale di “Aspettando Godot” che vi riproponiamo, come già fatto sulla nostra pagina Facebook:

Per chi non lo conoscesse o non se lo ricordasse, i protagonisti Estragone e Vladimiro sono due clown, due perdenti, sempre in bilico fra comicità e tragedia. Per questo li sentiamo così vicini e così adatti alla circostanza. Nell’attesa infinita di un segno di speranza che sembra non arrivare mai, pensano senza troppa convinzione che potrebbero anche impiccarsi ma non hanno la corda… il resto si capisce leggendo queste memorabili battute. Buona lettura e… VIVA IL TEATRO VIVO!

ESTRAGONE Non ce l’hai un pezzo di corda?

VLADIMIRO No.

ESTRAGONE Allora non si può.

VLADIMIRO Andiamocene.

ESTRAGONE Aspetta, c’è la mia cintola. 

VLADIMIRO E troppo corta.

ESTRAGONE Mi tirerai per le gambe.

VLADIMIRO E chi tirerà le mie?

ESTRAGONE È vero.

VLADIMIRO Fa’ vedere lo stesso. 


Estragone si slaccia la corda che gli regge i pantaloni. Questi, che sono larghissimi, gli si afflosciano sulle caviglie. Tutti e due guardano la corda.


VLADIMIRO In teoria dovrebbe bastare. Ma sarà solida?

ESTRAGONE Adesso vediamo.Tieni.


Ciascuno dei due prende un capo della corda e tira. La corda si rompe facendoli quasi cadere.


VLADIMIRO Non vale niente.

Silenzio.

ESTRAGONE Dicevi che dobbiamo tornare domani? 

VLADIMIRO Si.

ESTRAGONE Allora ci procureremo una buona corda. 

VLADIMIRO Giusto.


Silenzio.


ESTRAGONE Didi.

VLADIMIRO Si?

ESTRAGONE Non posso piú andare avanti cosí. 

VLADIMIRO Sono cose che si dicono.

ESTRAGONE Se provassimo a lasciarci? Forse le cose andrebbero meglio.

VLADIMIRO C’impiccheremo domani. (Pausa). A meno che Godot non venga.

ESTRAGONE E se viene?

VLADIMIRO Saremo salvati. 


Silenzio.


ESTRAGONE Allora andiamo?

VLADIMIRO I pantaloni.

ESTRAGONE Come?

VLADIMIRO I pantaloni.

ESTRAGONE Vuoi i miei pantaloni?

VLADIMIRO Tirati su i pantaloni.

ESTRAGONE Già, è vero. 


Si tira su i pantaloni. Silenzio. 


VLADIMIRO Allora andiamo?

ESTRAGONE Andiamo.


Non si muovono.

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