Paturnie
Lo spettacolo è ambientato in una stazione radio con pubblico dal vivo, in un sottile gioco di metateatro dove gli spettatori dello spettacolo sono anche il pubblico che assiste alla diretta radiofonica.
Nata con l’intento di promuovere l’ascolto della musica dal vivo – soprattutto il blues – l’improbabile radio vorrebbe dare voce in diretta ai propri ignoti ascoltatori.
Ma gli “ascoltatori” di tutto hanno voglia tranne che di ascoltare musica e cominceranno a vomitare nei microfoni della radio le loro assurde ed esilaranti preoccupazioni, spesso originate dalle cosiddette “seghe mentali” più che da problemi reali e concreti. Metafora, neanche troppo nascosta, di quanto succede quotidianamente sui social.
Allo smarrimento iniziale, lo speaker reagisce decidendo di inventarsi nel palinsesto della radio una rubrica di divulgazione scientifica, dove indossa i panni di un improbabile scienziato per proporre un’analisi del funzionamento del cervello umano e di quei meccanismi che portano alla formazione del pensiero.
Il suo intento è di far comprendere come la mente umana possa funzionare in modo volontario e positivo, quando il pensiero e l’immaginazione sono utili alla creatività, allo studio, alla soluzione di problemi reali e concreti ma anche in modo involontario, quando auto-produce pensieri ossessivi, generati da paure più o meno consce, che a loro volta producono altre paure innestando quel circolo vizioso che porta alle nevrosi.
Sull’onda dell’entusiasmo per questa imprevista svolta “educativa” della sua radio, decide addirittura di sperimentare in diretta una seduta di meditazione, intesa non come pratica spirituale ma come tecnica in grado di rallentare l’automatismo di auto-formazione dei pensieri e quindi strumento di controllo della mente.
Nasce così un paradossale sperimento di una radio “fondata sul silenzio”, dove viene garbatamente ma completamente coinvolto tutto il pubblico in sala.
Anche la musica, capace di indurre e mantenere la concentrazione, si trasforma così in indispensabile alleata per favorire l’ascolto.
Paturnie
con Fabio Comana e Thomas Pagani alle chitarre
scene a cura di Manuela Carrasco
regia di Fabio Comana
Un progetto di Erbamil società cooperativa sociale








