Gli spettacoli del sabato sera

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TEATRO COMUNALE DI PONTERANICA

STAGIONE 2019


19 GENNAIO

GIULIA PONT

NON TUTTO IL MALE VIENE PER NUOCERE, MA QUESTO SI’

di e con Giulia Pont
regia e collaborazione drammaturgica Carla Carucci

Se sognavi il successo e invece ti conosce solo il tuo panettiere…
Se quando hai un po’ di mal di testa ti informi sul pronto soccorso più vicino…
Se sognavi la ricchezza e invece a 40 anni condividi le spese d’affitto con 3 matricole…
Se vorresti farti un piatto di pasta ma il medico ti ha tolto i carboidrati…
Se anche tu senti una voce che ti sussurra che tutto andrà male… questo è lo spettacolo per te!

NON TUTTO IL MALE VIENE PER NUOCERE, MA QUESTO Sì è un monologo di stand-up che con sarcasmo racconta presunti miracoli, malattie imbarazzanti, pensieri ossessivi, morbosità familiari e sogni di una generazione stretta tra la delusione delle proprie aspettative fallite e l’ansia di realizzarle.

Giulia Pont, una fra le più creative ed interessanti attrici comiche della nuova generazione (già ospite di Erbamil nel 2015 con “Ti lascio perché ho finito l’ossitocina”) torna con il nuovissimo monologo comico, esilarante e sarcastica riflessione esistenziale sulle speranze e delusioni della generazione dei 40enni.

Promo video: www.youtube.com/watch?v=TukW4R1Iy0c&t=7s


2 FEBBRAIO

ETABETA TEATRO & LA GAZZA LADRA

PARADISO TRE PER DUE

con Andrea Chiappori, Daniele Chiarotto, Raffaella Daneluzzo, Lucia Roman
regia di Fabio Comana

Presentato per la prima volta nel 1991 dalla compagnia Erbamil con il titolo di “Vuoti a rendere”, ritorna sulle scene in versione aggiornata grazie alla caparbia volontà degli attori delle due compagnie ed alla amichevole collaborazione con il regista ed autore Fabio Comana.
Uno spettacolo comico, ironico, a tratti poetico, giocato abilmente sul ritmo dai quattro attori trasformisti che danno vita a ben ventiquattro personaggi diversi, basato su un paradosso comico che accosta il supermercato ad una sorta di limbo, luogo senza spazio e senza tempo dove si va a ricaricarsi dell’energia vitale consumata dalla fatica del vivere quotidiano. Così l’uomo consumista entra ed esce dal “paradiso” dei prodotti facendo ogni volta il pieno del carrello, per poi consumarlo durante la settimana ed essere costretto a tornare. Tra scaffali, corridoi e paratie, create dall’incessante movimento di due quinte bianche, un campionario umano comico e malinconico vaga sperduto in un immenso ipermercato in cerca d’identità: si incontra, si scontra, si ignora, si innamora, festeggia la maggiore età, immagina addirittura di sposarsi e divorziare, perdersi e perfino morire. E intanto riempie con soddisfazione il carrello. Un’occasione di divertimento ed insieme di meditazione sul fenomeno del consumismo: è sotto gli occhi di tutti l’impatto travolgente che supermercati e centri commerciali hanno avuto ed hanno sulla nostra vita negli ultimi decenni. Un fenomeno che ha cambiato non soltanto il nostro modo di fare la spesa, ma di intessere relazioni sociali, rapporti personali: l’ansia e il “piacere” del consumo diventano un’irrinunciabile stile di vita, basato sulla frenesia e l’impazienza, forse per paura della solitudine e del vuoto esistenziale, segni di una profonda crisi d’identità collettiva.


23 FEBBRAIO

RITA PELUSIO

EVA, DIARIO DI UNA COSTOLA

di e con Rita Pelusio
regia di Marco Rampoldi
scritto da Rita Pelusio, Alessandra Faiella, Marianna Stefanucci, Riccardo Piferi

«E Dio creò la donna…». Eva. Sì, ma quale Eva? Dopo il successo di “Suonata” e “Pianto tutto” Rita Pelusio torna in scena per dare vita a una figura curiosa e ribelle che si affaccia al mondo con uno sguardo ancora puro.
Ispirata al Diario di Eva (1906) di Mark Twain, Eva è un clown, una figura molto lontana dall’immagine della bella, bionda e ingenua alla quale l’iconografia classica della donna ci ha abituati.
Un fou irriverente che si trova alle prese, prima della storia, con la più grande scelta dell’umanità: accettare le regole o disubbidire. Una trasgressione all’insegna della scoperta, di cui la mela è simbolo: morderla o non morderla? In un misto di consapevolezza e disincanto, Eva si chiede che cosa succederà dopo, proiettandosi nella contemporaneità delle donne di oggi. Dalla suora in crisi mistica alla madre di figlio maschio, dalla manager multitasking all’anziana innamorata: umane nella loro imperfezione queste donne raccontano il coraggio di chi ogni giorno combatte per la propria felicità.
Perché la diversità manda avanti il mondo.
Perché il paradiso sarà pur perfetto, ma la vita è tutta un’altra cosa.

Promo Video:  https://vimeo.com/191643446


16 MARZO

CLAUDIA CONTIN ARLECCHINO

NE’ SERVA NE’ PADRONA

di e con Claudia Contin Arlecchino
musiche di Luca Antonutti
consulenza artistica di Ferruccio Merisi

E’ dedicato alle figure femminili della Commedia dell’Arte e alla loro emancipazione, iniziata nel Cinquecento, e che ancora oggi ispira le attrici contemporanee. Il tema fondamentale è la “Donna in scena”: oggi siamo abituati a vedere la figura e la personalità femminili
sulle scene contemporanee, ma nel Sedicesimo Secolo in Italia la “Donna in Scena” era quasi un’eresia. Alle donne era stato vietato “calcare le scene” e le Fraternal Compagnie di Commedia dell’Arte furono le prime a contravvenire a questa esclusione, portando in scena donne coraggiose che si distinsero nell’arte oratoria, poetica, musicale e comica, come l’indimenticabile attrice letterata Isabella Andreini e la coraggiosa cantante e musicista Adriana Basile. Questa rivoluzione nei confronti dell’antica condizione femminile fu una delle principali cause di censura e di condanna, da parte della Chiesa, sulla professione degli attori e dei comici in generale, ma fu anche un’apertura straordinaria alla nuova condizione moderna della donna, ponendo le basi di una sua emancipazione, per le sue professioni e per i suoi diritti, anche nei secoli seguenti, fino alle donne del Terzo Millennio. Oggi, in questa Confessione-Buffa, l’attrice Claudia Contin Arlecchino che
“convive” da sempre, nella sua carriera teatrale, con il carattere di Arlecchino, si “spoglia” sulla scena dei suoi panni maschili e ci introduce, invece, alla sua filosofia autoironica sulla femminilità e
ai segreti del mestiere delle “Comiche”.
Claudia Contin Arlecchino è autrice, attrice, regista e artista figurativo, conosciuta in tutto il
mondo come prima donna ad interpretare il carattere maschile di Arlecchino sin dal 1987. Ha già
pubblicato numerosi testi teatrali, saggi e ricerche di antropologia teatrale, tradotti in varie lingue.
Ha fondato nel 1990 e tuttora dirige, assieme al regista Ferruccio Merisi, la “Scuola Sperimentale
dell’Attore” a Pordenone e dal 1997 è co-direttore artistico del festival annuale internazionale
“L’Arlecchino Errante”. Nel 2007 ha fondato il laboratorio d’arte e artigianato “Porto Arlecchino”, in
collaborazione col grafico, fotografo e musicista Luca Fantinutti.


30 MARZO

EGIDIA BRUNO

CUNTI DI CASA

di e con Egidia Bruno
Collaborazione alla Regia di Sandra Mangini
Luci di Vincenzo Vecchione
Lampada di scena di Vincenzo Bruno

Produzione Parco Nazionale del Pollino e NaturArte Basilicata

Una narrazione teatrale che parla di cibo, la passata di pomodoro, mentre se ne prepara un altro, la pasta fresca. Un racconto in cui il cibo è protagonista di ritualità che rischiano di scomparire, di tradizioni che rappresentano l’identità di intere comunità, la loro cultura e le loro peculiarità. Di cibi che sono la nostra storia, le nostre radici, la nostra memoria.
Fare le bottiglie, ossia preparare la passata di pomodoro, era un rito collettivo che segnava un appuntamento importante nel calendario dei paesi lucani, stabilendo ruoli precisi all’interno dei gruppi e rinsaldando i legami tra le persone. Il tutto concepito secondo usanze che rispettavano l’ambiente e che vietavano lo spreco. Obiettivi, questi, che all’epoca erano perseguiti inconsapevolmente e che invece oggi ci appaiono come gli unici possibili. La lingua del racconto è una lingua contaminata: il dialetto e l’italiano si mescolano costantemente perché se l’italiano dà vita al ricordo, di certo il dialetto dà più corpo alle immagini e alla loro sostanza. Egidia Bruno è ambasciatrice delle eccellenze eno-gastronomiche lucane con Capsam.

Cunti di casa è dedicato a mia madre che pochi giorni prima di fare la sua, di passata, se n’è andata all’improvviso.


6 APRILE

ERBAMIL

AFFACCIATI ALLA FINESTRA AMORE MIO

con Vittorio Di Mauro, Giuliano Gariboldi, Marco Gavazzeni
e la partecipazione di Manuela Carrasco
regia di Fabio Comana

A partire dalla tipica serenata sotto la finestra, una serie di situazioni esilaranti raccontano delle passioni, dei sogni, degli sforzi e delle delusioni che gli innamorati da sempre provano durante il corteggiamento, per ottenere l’attenzione dell’innamorata.  In particolare, si segue la vicenda di Nino, giovane di belle speranze perdutamente innamorato e dei suoi due migliori amici, Teo (il poeta) e Rudy (il duro) che cercheranno con i loro consigli “da bar” di aiutarlo a conquistare la sua amata. La vicenda si sviluppa alternando chiacchiere al bar e serenate sotto la finestra, fra divertentissimi siparietti musicali dal vivo o in playback. Ma ciò che rende originale ed unico lo spettacolo è il fatto che i dialoghi sono costruiti utilizzando esclusivamente parole tratte da canzoni famose, scelte in base alla loro più o meno volontaria pertinenza al tema della serenata.  Jovanotti, la cui canzone dà anche il nome al titolo, Baglioni, Battisti, De Gregori, Paoli, Jannacci, Vasco (solo per citarne alcuni) diventano così inconsapevoli co-autori dello spettacolo e probabilmente mai avrebbero immaginato le loro canzoni messe in scena in questo modo!  Canzoni che hanno fatto sognare intere generazioni di innamorati e che adesso – nelle nostre “dissacranti” intenzioni – le faranno morire… dal ridere.


INIZIO SPETTACOLI ORE 21:00

AUDITORIUM DI PONTERANICA

VIA VALBONA, 73 PONTERANICA

Intero: € 10 – Ridotto: € 8

info e prenotazioni: prenotazioni@erbamil.it